IL CASTELLO A MEZZANOTTE

Cari Amici,
ad agosto la notte è proprio un girarrosto e tra una passeggiata sul viale, un gelato e una bibita ghiacciata ecco che abbiamo fatto mezzanotte in un niente! Ma a mezzanotte qualcosa ancora si può fare: visitare un castello, per esempio. Quindi, in compagnia della mia amica Roberta, sono partita per un altro dei miei vagabonviaggi e sono approdata a Termoli, caratteristica cittadina molisana sul mare, dove l'Archeoclub locale ha organizzato "Il Castello a Mezzanotte", una rinfrescante visita guidata della famosa Torre Sveva, principale monumento e simbolo della città.
Guidata da chi? Naturalmente dai miei carissimi amici e soci dell'Archeoclub di Termoli Oscar De Lena e Raffaele Bassani che da diversi anni, affiancati dall'archeologa Lucia Checchia, danno il benvenuto ai visitatori introducendoli corpo e anima in questo suggestivo luogo.
Il Castello Svevo fu costruito in realtà in epoca normanna, intorno all'XI secolo, probabilmente su una preesistente torre longobarda, proprio sul mare e con la funzione di avvistare il nemico. L'aspetto attuale dell'edificio, cioè una torre quadrata che poggia su un tronco di piramide munito di torri cilindriche agli angoli, è il risultato di una serie di aggiunte, riparazioni e rifacimenti inaugurata nel 1240 da Federico II di Svevia che ne dispose la fortificazione dopo che la sola torre originaria non era stata in grado di parare dignitosamente mezzo colpo dell'offensiva veneziana. Altri interventi si resero necessari in seguito al disastroso terremoto del 1456 e all'invasione turca del 1566, mentre nei primi anni del Novecento si provvide al consolidamento di alcune parti corrose dalle mareggiate.
Al primo piano, percorrendo i cosiddetti Corridoi degli Arcieri si possono ammirare le volte a crociera e le feritoie per le armi, chiuse da serramenti metallici. In questi ambienti, che ospitano oggi mostre d'arte e diversi eventi culturali, venivano discusse e messe in atto le strategie difensive. Attraverso una scala moderna che sostituisce quella di legno andata perduta, si accede alla terrazza dalla quale, oltre al magnifico panorama del borgo antico con la Cattedrale, si può osservare da vicino la torre quadrata sede della stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare.
A farci rimanere letteralmente senza fiato sono state però le segrete in cui, durante il periodo borbonico, vennero rinchiusi gli studenti dell'Università di Napoli e altri rivoluzionari che nel 1799 si lasciarono trascinare dagli ideali della Rivoluzione Francese ribellandosi alla monarchia. Finirono tutti in questa stanza piccola, senza luce né aria ad attendere il loro ultimo giorno di vita e a disegnare sui muri le loro preghiere. I graffiti, visibili ma per la maggior parte indecifrabili, mi hanno fatto pensare a un ultimo desiderio mai concesso e al fatto che il mondo, dopotutto, non ha mai conosciuto la pietà se non quand'era troppo tardi.
La prossima estate, dunque, invece di consolarvi con la solita birra davanti al solito bar o, peggio ancora, di crogiolarvi nel vostro letto-graticola, partecipate a questa lodevole iniziativa. Perché, come disse Samuel Johnson, "chiunque vada a letto prima di mezzanotte è un mascalzone". Specialmente se a tenere svegli è la cultura.



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