SU, ANDIAMO... IN PUGLIA

Cari Amici,
innanzitutto, il titolo. Del libro di Carlos Solito mi ha molto colpita il titolo, Sciamenescià (Elliot, 2016). È un'espressione dialettale che immediatamente ci introduce nella calda atmosfera del sud e che in una sola parola riesce a concentrare tutta la magia della Puglia salentina. "Sciamenescià" significa "su, andiamo" ed è un'esortazione autorevole alla quale non si può contravvenire, una sorta di bonario e deciso ordine a intraprendere un cammino, un'impresa.
Sciamenescià! Ed ecco che pagina dopo pagina attraversiamo un luogo immaginario, ma dai tratti ben riconoscibili, a cui l'autore ha dato il nome di El Paiso. Sciamenescià! E siamo in una terra dove il vento soffia forte e le storie della gente prendono forma sotto un sole accecante tra ulivi, muretti a secco e strade brecciate. Un posto straordinario, al confine con le più ambite mete turistiche, che sconvolge l'ovvia geografia di chi ha in mente solo città bianche e il suolo sacro della nostra Finisterre, Santa Maria di Leuca.
Sciamenescià! Ed è subito la Puglia dei natali di Solito: selvaggia, un puzzle di paesaggi e paesi immortalati in quella che potrebbe essere la loro forma primordiale, agli inizi della creazione. Con Carlos che ci fa da guida arriviamo al Mare Piccolo, saliamo sul Monte Pizzuto ad ammirare il panorama, conosciamo nomi di paesi insospettabili come Lizzano, Carosino, Monteparano, Fragagnano, Monteiasi, Maruggio, Monacizzo, Sava e ci riempiamo gli occhi con l'azzurro del mare di Punta Prosciutto, Torre Colimena e Torre dell'Ovo. Incontriamo personaggi splendidi quanto la terra che abitano, persone che sognano, amano, partono e tornano, condividono un ricordo e che mangiano orecchiette, pesce crudo, cozze, ricci, abbinano il Primitivo e il Negramaro ai sapori della vita oppure ci bevono su una birra Raffo. Solo uno scrittore autoctono poteva raccontare tutto questo, uno scrittore che però ha in mano anche una macchina fotografica e che punta la penna come punta l'obiettivo. Da un'immagine nasce la poesia di una scrittura fresca, istantanea, senza sovrastrutture.
Sciamenescià è un omaggio alle proprie origini, a tutti quei luoghi che ci si porta dentro e che spaccano il cuore a metà perché se da una parte si grida al mondo la loro bellezza, dall'altra si vorrebbe preservarli dalla "minaccia" turistica. Dopo aver letto questo libro la voglia di mettersi in viaggio è forte, ma ci si rende conto che bisognerà farlo con riguardo. Bisognerà essere garbati verso questi posti per non tradire i sentimenti di chi ci è nato, ci è vissuto e ora ce li porge con il tenero gesto del racconto.
‹‹Puntare a sud vuol dire mettere in conto tante direzioni››, dichiara uno dei protagonisti. Non ci resta che scegliere la nostra.
Carlos Solito è nato a Grottaglie (TA) e da lì ha cominciato a girare il mondo prima in lungo e poi in largo. È fotografo, giornalista, scrittore e regista. La sua firma è su diverse riviste, tra le quali Vanity Fair con la rubrica "Tachicardia".


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