INVITO A CASTELLO

Cari Amici,
chi l'ha detto che un viaggio deve portarci per forza lontano? A me, l'altro pomeriggio, è bastato girare l'angolo per ritrovarmi davanti alla meraviglia di cui sto per raccontarvi. Si tratta del castello medievale di Serracapriola, non "un monumento" ma "il monumento" cittadino attorno al quale, assieme a varie personalità della cultura e della politica locale, ruotano le speranze di incremento turistico di tutto il paese.
Vi entro per la terza volta grazie al lusinghiero invito del padrone di casa, il marchese don Carlo Maresca, al quale sono stata presentata, in veste di giornalista, al vernissage di una mostra fotografica. Sempre molto attento nei confronti delle iniziative culturali, don Carlo ha ospitato anche quest'anno un convegno a tema nell'ambito degli "incontri al castello". Ho indossato quindi il mio abito migliore e ho cercato di arrivare puntuale all'appuntamento (e ci sono pure riuscita).
A questo punto, un po' di storia. Siamo in quello che all'inizio non era che una torre ottagonale, risalente al 1019 circa, che servì successivamente a Federico II di Svevia a completare l'asse difensivo Termoli-Serracapriola-Lucera. A partire dal XVI secolo, e fino a tutto il XVIII, si operarono una serie di aggiunte e rifacimenti (alcuni per rimediare ai gravi danni del sisma del 1627), ragion per cui l'attuale struttura si presenta stratificata. I quattro angoli sono rappresentati  da torrioni cilindrici decorati mentre non vi è più traccia dell'antico ponte levatoio di legno e del fossato (tranne che sul lato occidentale).
Appartenne, dopo diverse vicende e in ordine di apparizione, ai Gonzaga e ai D'Avalos fino a diventare, nel 1742, dell'ancora proprietaria famiglia Maresca. Vi dimorarono personaggi inquieti e inquietanti, come Giambattista D'Avalos, figlio naturale di Cesare Michelangelo, che nel 1716, in mancanza di eredi "veri", si vide assegnare il feudo. Tipo dissoluto, a quanto pare, e messo al mondo a immagine e somiglianza del padre, una sera ammirava il chiaro di luna da una finestra del castello, quando fu preso a schioppettate da un contadino sulla moglie del quale aveva esercitato lo ius primae noctis. Purtroppo il maldestro attentatore sbagliò il colpo e fu condannato a morte. Dalla finestra, murata dopo il terribile fatto, venne ricavata una cappella.
Suggestivo il cortile in pietra in cui, nelle calde serate di primavera, si organizzano eventi e buffet. Gli appartamenti si trovano al piano inferiore costituito da ampi saloni (notevole la Sala del Trono) e da camminamenti lungo il perimetro dell'edificio che affacciano sia sul cortile che sul panorama esterno.
Se siete dei nostalgici dei tempi andati e cercate un po' d'antichità ovunque essa sia; se, come me, amate partire alla scoperta di tesori nascosti e poco conosciuti, vi consiglio caldamente questo vagabonviaggio. Avrete la possibilità, tra l'altro, di trascorrere serenamente il vostro tempo circondati da una natura stupenda e a contatto con persone squisite e ospitali.
Queste le coordinate:

CASTELLO MEDIEVALE DI SERRACAPRIOLA - SERRACAPRIOLA (FG)
info@castellodiserracapriola.it











Commenti

  1. Giuseppina d'Orio27 luglio 2013 21:04

    BRAVISSIMA E CONGRATULAZIONI PER IL BEL SERVIZIO!
    PECCATO CHE IL CASTELLO NON LO SI POSSA VISITARE NEL PERIODO ESTIVO.

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  2. Grazie mille, sono contenta che il post sia piaciuto. Visitare il castello è un po' il sogno di noi serrani e anche di qualcuno che serrano non è, ma io, personalmente, non metto limiti alla provvidenza e dico che non si sa mai...

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